Archivio per agosto, 2008

Finalmente vacanze!

Mi piace lavorare in Agosto perchè i ritmi sono più lenti e si riescono ad abbattere quelle pile polverose di “to do” che si accumulano sulla scrivania durante tutto l’anno. Ma…

FINALMENTE SONO ARRIVATE

Da domani: VACANZE

La nostra idea di vacanza è più o meno questa
DSCN1025

oppure questa
Alpe Peccia
o quest’altra ancora
CalanqueSugiston

Ma come vedete, anche quando viaggiamo pieno carico non c’è spazio nè per il portatile nè per il cellulare.
A pieno carico

Ci risentiamo a Settembre!

La carogna in spalla

La carogna in spalla...

Allucinazioni prima delle ferie?

Codice Internet

Su iniziativa di Marco Antonio Masieri e Marco Montemagno è nato un mesetto fa “Codice Internet“. Obiettivo della bella iniziativa è quello di diffondere in Italia l’uso e la conoscenza di Internet al grande pubblico attraverso varie iniziative di divulgazione.

Visita Codice Internet
Gli iscritti hanno già superato i 1.000 nonostante il periodo vacanziero. Se volete aggiungermi tra gli amici, mi trovate qui.

Social Network e Geomarketing (con un pizzico di Marketing Mediterraneo già che ci siamo)

Ieri via Facebook ricevo un invito da un amico “Ape(ritivo n.d.a.) stasera al Rinald”; gli urban survivor sono pochi e dobbiamo organizzarci bene per trascorrere agosto in città… Fin qui nulla di nuovo, Facebook ha semplicemente sostituito quello che prima era un SMS, prima ancora una mail e prima ancora una telefonata…

Eppure questo mi ha fatto pensare… E se fosse stato il titolare dell’enoteca a scrivermi? Se mi avesse mandato un messaggio “Questa sera aperitivo con degustazione, presente l’enologo della cantina Vini Meravigliosi. Ti aspetto”.

Più ci penso e più mi convince. I social network forniscono possibilità sconfinate per capire i gusti e le tendenze degli utenti e molto del loro potenziale a mio parere rimane non sfruttato. Il punto è che fino ad oggi i social network sono stati usati come contenitori pubblicitari esattamente come un quotidiano, nella migliore delle ipotesi i messaggi sono profilati sulla base del profilo degli utenti. Alcune aziende si sono spinte oltre e hanno creato dei profili, per cui siamo diventati amici di birre, bibite, snack, ecc. Ma a nessuno interessa essere amico di una marca di birra o di una soda.

Invece mi interessa essere amico di Silvia, di Stefano, di Anotonio, di Paolo, del mio libraio di fiducia, ecc., mi interessa essere amica dei gestori dei locali che frequento, con cui faccio quattro chiacchiere quando vado da loro, con cui scambio pareri su un vino o un libro, a cui racconto quello che mi succede. Insomma, forse la parola amico è troppo, ma ho con molti di loro contatti più frequenti che con amici del mio profilo su Facebook.

Perchè non trasportare questa chiacchiera sui social network? Perchè le enoteche che frequento non mi avvertono delle prossime degustazioni via Facebook invece che con SMS che puntualmente perdo? Perchè il mio ristorante preferito non mi avverte quando cominciano i menu di funghi? Perchè il mio libraio non controlla i profili dei suoi clienti su Anoobi e mi avvisa di uscite, sconti, reading, ecc? Perchè non controlla la nostra lista dei desideri e mi avvisa quando un libro è scontato oppure un autore è in città?

Non cerco un segretario personale ma un rapporto commerciale che abbia un volto umano, esattamente il volto che ha nelle interazioni sociali corporee e non virtuali. Sappiamo che in Italia l’e-commerce non decolla, per molte ragioni legate a tecnologia e diffidenza, ma anche per una questione culturale: come dice bene Mauro Lupi, siamo comunque un popolo più orientato all’info-commerce e preferiamo concludere l’acquisto in modo tradizionale. Questo non significa un rifiuto della tecnologia, ma una ricerca di relazioni che i Social Netowrk possono potenziare.

I benefici di business credo siano evidenti. Se per gli utenti è una comodità e una forma di pubblicità non intrusiva ma utile, per le aziende è un modo economico di fidelizzare il cliente, di tenerlo informato e di ampliare il proprio business, di conoscerne meglio i desideri e di stabilire una relazione forte e continua. Se è vera la tesi del Cluetrain Manifesto che i mercati sono conversazioni, questa è una possibile strada. La de-massificazione del consumo ci porta a cercare relazioni sempre più strette ma anche sempre più particolari e locali. In un tessuto industriale fatto soprattutto da PMI, forse dobbiamo cominciare da qui.

Commons – alcune segnalazioni

Storicamente, in economia lo studio dei commons è sempre stato relegato in un angolino oppure veniva affrontato dall’Economia Pubblica (che di per sè è un po’ un ossimoro). Insomma, i commons sono sempre stati scomodi perché sembravano fare eccezione rispetto a quella magnifica legge della domanda e dell’offerta che ci ha governati negli ultimi 2 secoli.

Ma i nuovi media e una nuova coscienza ecologica sul futuro del nostro pianeta l’hanno portati alla ribalta. Ad esempio, di chi sono glli oceani e l’Antartide? Come devono essere tutelati? Oppure, la conoscenza è un bene pubblico oppure privato?

Ecco allora alcuni link interessanti sparsi per la rete:

Buona lettura!