Archivio per giugno, 2010

Domani in Accademia

Domani tengo il mio primo corso in Accademia di Comunicazione a Milano.

Dopo tanti anni torno in aula e sono molto emozionata; è una bella sensazione quella di trasmettere ad altri le competenze che si sono acquisite, ma ci riuscirò? Chi sarà il grillo parlante che mi metterà all’angolo con una raffica di domande? Ci sarà il casinista che non riuscirò a stimolare?

Intanto, mi sento come se fosse la notte prima degli esami anche per me e ripasso la presentazione di domani.

P.S.: Al Grillo Parlante arriva una scarpa addosso nel secondo capitolo di Pinocchio ;)

Osservatorio Mobile Content e Internet

Oggi al Politecnico di Milano si è tenuto il convegno dell’Osservatorio Mobile Content e Internet. I dati, come sempre, sono molto interessanti anche se, a onor del vero, non sorprendono.

In un quadro di crisi generale cala la spesa, seppur in modo modesto (-3%). In questo quadro però il calo dei contenuti mobile più classici ha un declino importante (-20%), mentre aumenta in modo significativo la navigazione da mobile, con oltre i 10 milioni di utenti unici al mese.

Dinamica_mobile

Del resto è di pochi giorni fa la notizia che l’Italia è il Paese con il più alto numero di smartphone. Questa crescita deriva in parte anche dalla diffusione di tariffe di navigazione flat, che fa segnare un +68% nei ricavi delle Telco.

Tariffeflat

È quasi scontata la conclusione che gli utenti si stanno muovendo verso un uso più maturo ed evoluto del mezzo, abbandonando la semplice personalizzazione a favore di uso più interattivo. Come ha sottolineato Andrew Bud – presidente MEF i Social Network ed in particolare Facebook sono la vera killer application per la navigazione mobile: in UK Facebook da solo fa metà del traffico mobile.

In questo panorama non può mancare la riflessione sulle Apps; se al Politecnico sono convinti che apriranno le porte ad un nuovo modello di business basato sul freemium (che di nuovo non ha perciò molto), sempre Bud fa notare come le App siano ancora una fetta irrilevante nel mercato dei mobile content. Inoltre il mercato è in una fase ancora molto acerba, in cui non è chiaro quanti player si svilupperanno, se trionferà il modello dei walled garden di Apple o un modello di piattaforma come quello di Android, se si svilupperà anche un mercato pubblicitario all’interno delle App o se continueremo con un sviluppo a 5 zeri del numero di App disponibili… Insomma i punti interrogativi sono più delle risposte, anche se il trend di convergenza iniziato con i netbook, gli e-book e ora l’iPad sembra piuttosto chiaro.

Sull’intervento del vice-ministro Romani invece taccio, in parte perché molto dell’intervento richiedeva conoscenze che non possiedo a un livello tale da argomentare, in parte perché mi sembra che si sia parlato più di TV digitale che di banda larga… forse si saranno confusi il digital divide con lo switch-off e lo switch-over?