Archivio per giugno, 2011

Cosa ha di così terribile il telelavoro?

Almeida_Júnior_-_Saudade,_1899Ricevo oggi l’ennesima mail di un amico ed ex collega che si licenzia per seguire la moglie che ha ottenuto un prestigiosa cattedra lontano dalla sua sede di lavoro. E’ una mail un po’ triste, non della solita saudade per i colleghi che si lasciano e per l’ignoto che si abbraccia; ha la tristezza di chi non vorrebbe ma deve, perché in una scala di priorità la persona che si ama e la famiglia vengono prima della carriera.

Non è  la prima mail di questo genere che ricevo e non sarà l’ultima, ma mi cheido ancora quante. Ma soprattutto mi chiedo quante persone di valore le aziende vorranno ancora perdere prima di abbracciare il telelavoro. Quanto tempo ci vorrà prima che capiscano che gli anni ‘50 sono finiti: le mogli non sono a casa a fare le casalinghe felici e pronte ad ogni trasloco pur di favorire la carriera del marito. I mezzi di comunicazione e di collaborazione sono un tantino più efficienti e finiamo con lo scambiarci informazioni via Skype persino con il nostro vicino di scrivania.

Eppure questo le aziende lo sanno, perchè sono bravissime a chiedere di usare video e conference call pur di evitare il costo di un volo aereo e allora? Che sia un problema culturale? O peggio ancora di controllo?

Ecco, allora proprio non capisco: come possono affidare il know how, la gestione delle risorse, poteri di firma, responsabilità e poi non fidarsi se non timbriamo il cartellino al mattino? Perchè chiedono l’empowerment ma poi non si fidano del fatto che portiamo a termine un progetto nella tranquillità del nostro salotto?

Pensavo fosse solo un problema italiano, frutto di quella cultura populista e attenta agli istinti più bassi che etichetta come fannulloni chi utilizza strumenti nuovi di collaborazione. Oggi ho una piccola conferma che il problema esiste anche dall’altra parte dell’oceano.

E mi viene il forte dubbio che i veri fannulloni in azienda stiano larghi larghi, tronfi delle tutele conquistate anni fa, puntuali a timbrare il cartellino alle 9:00 e alle 18:00; tanti professionisti, invece, scappano, solo per lavorare qualche chilometro più in là.