Allevamenti, industria, etica e deliri sparsi

Periodo di super lavoro e fatico un po’ a tenere il passo con le letture, per cui ho ancora da leggere molti articoli interessanti sul vecchio Wired mentre nella buca c’è già quello nuovo.

Mi ha colpito un articolo sul numero di Maggio, “Internet conosce i suoi polli“, in cui si decantano le meraviglie di un allevamento iper-tecnologico in cui i pulcini sono pesati da sofisticati sensori per capire se stanno male, il tutto controllato in remoto, ecc.
Bulk Bin of Mini Rubber Chickens

Sarà perchè la puntata di Report di domenica scorsa mi ha fatto ulteriormente stringere la cerchia di cosa mangio e come lo scelgo, sarà perchè tutti i sabati mattina parto, rigorosamente a piedi e con il mio carrellino della spesa, per fare i miei acquisti a “km 0″, ma proprio questo allevamento non mi piace. Da anni compro solo uova di animali allevati a terra e non in batterie disumane, e le uova che compro sono diverse ognuna dall’altra in dimensioni e colore, proprio come le galline che le hanno deposte, e soprattutto, udite udite, sanno di uovo davvero, provare la mia crema pasticcera per credere! Trovo questo articolo molto poco Wired e tanto tanto Expired.

Progresso non significa tecnologizzare tutta la nostra vita, significa piuttosto mettere la tecnologia al servizio della qualità della vita stessa; sarà sorprendente riuscire a far dialogare tutte queste variabili insieme, ma non ci trovo nulla di cui compiacersi, preferisco vedere un pollo razzolare in cortile e magari mangiare parte dei cereali coltivati nella stessa fattoria. Anche la clonazione umana sarebbe sorprendente, ma non per questo è da approvare e, anche in questo caso, preferisco l’alternativa biologica a quella tecnologica :-)

1 Commento a “Allevamenti, industria, etica e deliri sparsi”

  1. Alessandro Ronchi scrive:

    Ti do pienamente ragione, credo che progresso, a volte, significhi anche avere la capacità di tornare indietro. Ed è l’unica strada che intravedo in questo momento per salvarci.
    Saluti, Alessandro

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