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Il bel Paese dei compromessi

Leggo oggi via TSW il report Nielsen sui Social Network.

Da leggere il box a pagina 9 (traduzione mia):

Il problema della bassa produttività della forza lavoro italiana è stato affrontato dal Ministro della Pubblica Amministrazione. Lo scorso anno Renato Brunetta ha dichiarato guerra ai fannulloni (in Italian del testo n.d.r.) che lavorano nell’amministrazione pubblica, ottenendo una riduzione del 50% dei giorni di malattia nel giro di pochi mesi. Anche Facebook è nel mirino delle aziende italiane, pubbliche e private, che stanno bloccando l’accesso al sito – Poste Italiane è stata la prima nel Novembre 2008. Tuttavia, ci sono compromessi: gli impiegati del comune di Napoli posso stare su Facebook un’ora al giorno.

Ecco confermata la nostra bella reputazione di fannulloni e popolo del compromesso!

La rivincita delle brutte

Avrei voluto scrivere un post un po’ più “impegnato” sulla cross-medialità, ma è venerdì 17 e io sono stanchissima, perciò perdonatemi se rimando le elucubrazioni mentali per qualcosa di più divertente :-)

In questi giorni sulla rete spopola Susan Boyle, una donna inglese di mezza età, bruttina, trasandata,  anche vestita con poco gusto, che partecipa ad un talent show.  Al suo arrivo sul palco c’è uno sfottò generale, fino a quando Susan non comincia a cantare. Guardatevi il video, vale i 5 minuti, del resto se è stato visto oltre 3 milioni di volte c’è una ragione…

Dopo quell’esibizione Susan diventa una celebrità, ne parla il Wall Street Journal, ha un fan club, una pagina su Facebook con più di 200mila fan e ora parteciperà anche allo show di Ophra e Larry King.

Impossibile non vederci la furbizia mediatica di un talent scount degno di questo nome; eppure rimane una bella storia, perchè il brutto anattrocolo si trasforma in cigno non ricorrendo alla chirurgia estetica o togliendo gli occhiali e mostrando una bellezza celata, ma con una epifania del proprio talento e senza nascondere la propria bruttezza.

Se volete è un po la storia di Arisa, che brilla per talento e ironia, ma non per sensualità eppure dopo Sanremo ha spopolato su iTunes ed ora è presente quasi ogni giorni in TV o in radio.

Che sia un segno dei tempi che cambiano? Che la taglia 38 e due tette di marmo non siano più il biglietto per il successo? Forse anche questo è il significato dell’autenticità nell’era post-moderna.

Conservi e ordini le tue e-mail?

Curioso l’articolo su Repubblica, che riprende a sua volta El Pais: nell’archiviazione della posta elettronica esisterebbero 5 tipologie di utenti, il classificatore, il dotato di memoria selettiva, il sentimentale, l’irresponsabile e il “diogene”.

Mi sono divertita a ripensare a colleghi e clienti e a come archiviano le mail, perchè c’è sempre quello che ti chiede di rimandargli una mail perchè non la trova più, chi fa un unico mucchio (ho visto classificare le mail come “Old” se avevano più di tre mesi, quelle degli ultimi tre mesi tutte nella Inbox :-O ), chi ti tira fuori un’amail del 1903 a colpo sicuro, chi ha la Inbox libera e chi un disastro…

Dal mio albero potete vedere che sono un classificatore, anche se spesso le email sono così tante che non disdegno la ricerca all’interno delle cartelle.

Sempre utii anche i consigli di José Miguel Bolivar, di classificare le e-mail in 4 categorie, da fare, devo, mi devono, leggere, ma… come farlo quando le mail sono più di 100 al giorno?

Uno spot 2.0

L’ho visto la prima volta venerdì sera tardi e ho avuto un piccolo sussulto di gioia :-)

Le cloud di Wordle, quando un’immagine vale più di mille parole

Non ho resistito e ho seguito Luisa

Ecco il cloud di questo blog secondo Wordle.