Archivio per la categoria 'L'angolo delle buone intenzioni'

La prenotazione alla Cappella degli Scrovegni: come farti cambiare idea

CappellaScrovegni

Il mondo dei musei sul web in Italia è un grande pentolone di cui è meglio non alzare il coperchio. A parte qualche ecellenza, il resto spicca per alcuni errori talmente madornali che se ne deve per forza sorridere. L’ultimo esempio? Volevo prenotare una visita alla Cappella degli Scrovegni a Padova; cerco su Google, ottimo il posizionamento e il link diretto alla prenotazione. Ma, attento!!

Prima

Leggi, poi ancora leggi, continua pure a leggere tutte le istruzioni, molte superflue. Un buon copy sarebbe arrivato al punto in poche righe. Sfinita, arrivo alla fine:

noadesso

Sempre che te ne sia rimasta a voglia…

Il sito della Cantina 5 Terre

Quest’anno finalmente ce l’abbiamo fatta e in una caldissima giornata di fine Agosto siamo riusciti a percorrere i 9 km del sentiero delle Cinque Terre. E’ stato più impegnativo di quel che mi aspettassi, forse per il caldo, forse perchè quest’anno mi sono impigrita, ma alla fine da Monterosso siamo arrivati a Riomaggiore.

Vacanze2009 085

Fieri e tronfi del traguardo, non potevamo non concederci una premio con una bella visita alla Cantina delle 5 Terre: si sa, Davide ed io siamo ormai devoti appassionati dello Sciachetrà e delle acciughe di Monterosso…La visita alla cantina è stata incantevole, i prodotti sono tantissimi, anche delle cuvè del bianco 5 terre, i vini ottimi e i prezzi molto ragionevoli. Abbiamo caricato quello che la Vespa permetteva, ma ieri, dopo che la prima bottiglia se ne è andata, abbiamo dovuto pensare ai nuovi approvvigionamenti.

Niente paura, c’è un sito Internet! La delusione è stata così forte che mi sono sentita in dovere di scrivergli.

Partiamo dal form: un elenco immenso di campi obbligatori tra cui l’azienda. Ma perchè deve essere un’azienda a scrivervi, o differenziate profilandomi o non potete obbligarmi a inventarmi qualcosa per riempire questo campo. E poi: perchè dovrei darvi indirizzo e numero di telefono, non vi chiedo di richiamarmi e non vi chiedo di spedirmi nulla. Se dovete popolare il vostro CRM ok, ma fate almeno finta di darmi qualcosa in cambio (la mia privacy, infondo, vale molto meno dello Sciachetrà :-) ).

Luce dei miei occhi, vedo una vendita on line e mi fiondo… che musata! I prodotti venduti sono solo 3, quindi addio l’idea di fare i cesti di Natale con i prodotti tipici (è una fissa nostra, gli amici lo sanno, amiamo fare i gastronauti e rimpinzare gli altri… perdonateci). Devo aprire Explorer mio malgrado, perchè con Firefox la pagina non si visualizza bene… cavolo, Firefox ha una quota di mercato superiore al 20%! Non mi spiegano le quantità, tranne che per i primi vini: deduco che le cuvè siano in confezioni da 6 perchè mi ricordo il prezzo. Degli altri prodotti buio assoluto: non parlano del miele, delle salse, delle acciughe, quell’ottima grappa che profuma di macchia mediterranea…

Non c’è l’ho fatta, ho scritto. Non era un messaggio cortese, ho anche consigliato di tenere conto della perdita delle vendite che avranno da noi nel prossimo budget. Ma come è brutto vedere che un piccolo gioiello di territorio sa valorizzarsi così poco. Già, perchè infondo dalle 5 terre la mia città dista 300 chilometri e sarà probabile che ci ricapiteremo nei prossimi mesi, magari anche solo epr la voglia di respirare quei profumi. Ma se abitassimo ad esempio a Catania o a Napoli o a Roma, beh, sarebbero davvero vendite perse. Parliamo solo di Italia, perchè di spedire all’estero non se ne parla, anche se la maggior parte del turismo che abbiamo incontrato era straniero…

Per fortuna c’è chi in quella zona il marketing, un po’ fai da te, lo sa fare molto meglio. Ma questo alla prossima puntata :-)

La fattura Telecom

La settimana scorsa ricevo una mail dal Servizio Clienti Telecom:

Gentile Cliente,
la informiamo che le sue fatture Telecom Italia relative alle linee di Fonia sono state appena emesse e sono già disponibili on line.
Può visualizzarla cliccando qui, scegliendo la sua password di accesso.

Ottimo, penso io, così potrò disdire l’invio della fattura cartacea, inquinare un po’ meno e risparmiare 43 centesimi :-)

Peccato che il link mi dia questo risultato da almeno una settimana:

Chiamare il 191 per segnalare il disguido? Non ho mica mezza giornata da perdere!

Il cenacolo di Leonardo: pessima user -experience nel prenotare una visita

La scorsa settimana ci siamo concessi un giorno di vacanza un po’ speciale; da anni infatti volevo visitare Milano sotto la luce per me insolita di città d’arte e non di lavoro. L’itinerario aveva due obiettivi chiari, Pietà Rondanini del Michelangelo al Castello Sforzesco e la Pinacoteca di Brera; mi sarebbe piaciuto vedere anche la famosa “Ultima Cena” di Leonardo, ma sapevo che le prenotazioni richiedevano lunghe attese. Prima di abbandonare del tutto l’idea ho provato a vedere se due posticini liberi rimanevano e, chiaramente, cerco su Google.

Non entro in considerazioni estetiche, anche se un designer alle prime armi, sottopagato e nel tempo libero riuscirebbe a fare di meglio. Ma voglio qui concentrarmi sulla pessima usabilità che mi ha fatto perdere 1/2 ora buona prima di capire che, purtroppo, non c’erano più posti disponibili.

Arrivo alla homepage: due colonne su fondo blu, una in inglese e una in italiano, impaginazione più da quotidiano che da sito web. Il mio task è chiaro: verificare se ci sono posti liberi e prenotare/pagare on line. Devo sorbirmi gli orari di ingresso, che poco mi interessano visto che non so se potrò andarci, il ritiro dei biglietti, che vorrei ardentemente avere, e solo al fondo pagina trovo il link Prenota on line“. Alleluja!

Per qualche strana ragione il simbolo nella barra dell’indirizzo diventa una mela come il logo della Apple, mah! In alto a destra ho il menu della lingua Italiano o English; peccato che non cambi nulla visto che i due testi sono uno sotto l’altro. Dopo aver scrollato la lunga introduzione, mi trovo di fronte una tabella tipo agenda cartacea, con scritte in rosso “Ingresso/Entrance Cenacolo Vinciano (0)”: cosa vorrà dire? Semplicemente che non ci sono posti disponibili, ma dirla così era troppo semplice.

Ok, allora posso provare a vedere se da qualche parte mi indica la prima data in cui ci sia una qualche disponibilità di posti… Vediamo, c’è un menu a tendina sotto che mi presenta come opzione di default “Gennaio 2009″: complimenti, a livello di usabilità è formidabile considerando che siamo a Marzo!!!

Provo a cliccare sul tasto mese, per avere una visualizzazione dell’agenda per mese, proprio come su Outlook, ma purtroppo a Marzo posti disponibili non ce ne sono più. Allora clicco su anno, così mi renderò velocemente conto delle disponibilità, ma no, perchè cliccando su anno vedo il calendario (che peraltro ho anche sul mio PC, quindi grazie dell’informazione del tutto inutile), ma non la disponibilità di posti :-(

Ma poi c’è un’altra cosa che non capisco: nella view giornaliera mi vengono indicate 4 entrate, ma cosa significa? Che possono esserci solo 4 gruppi di visita? Provo a leggere il testo a inizio pagina, che fino ad ora avevo ignorato, e mi dice che “Se la casella della data prescelta risulta bianca significa che per quel giorno i posti sono esauriti. I giorni in cui ci sono ancora posti disponibili sono segnalati in colore grigio nel calendario mensile a fondo pagina.” Non mi convince, voglio sapere in quali ore posso effettuare la visita e ricorro all’ultima speranza, il menu Help: WORK IN PROGRESS

E’ troppo, abbandono. Il giorno in cui vorrò prenotare la vsita chiamerò il call centre, mi arrabbierò, sarò acida e indisponente e sicuramente manderò un reclamo per la poca usabilità del sito.

Una considerazione a lato: prendiamo 100 persone a caso distribuite in Italia e chiediamo loro di dirci quali opere d’arte ci sono a Milano. Sono pronta a scommettere una cena che la maggior parte citeranno il Duomo e il cenacolo; pochissime (azzardo una bottiglia di buone bollicine scommetendo su meno di dieci) vi diranno che l’ultima opera di Michelangelo è a Milano, insieme a 2 Caravaggio (qui e alla Pinacoteca Ambrosiana), uno dei primi Raffaelo, l’insuperabile Cristo in scurto del Mantegna, la Pala dell’Uovo di Pier della Francesca e molto molto altro.

Il sito del cenacolo dovrebbe essere quello che nei supermercati è il prezzo civetta, una porta aperta per richiamare i visitatori a vedere le altre bellezze artistiche, per informarli che esistono altri meravigliosi musei, che a loro volta dovrebbero rimandarsi tra di loro. Se poi volessimo fare sinergie, forse ci si potrebbe addirittura spingersi ad usare una piattaforma unica per tutti i Musei di Milano, indipendentemente dalla proprietà comunale, provinciale, regionale, ecc che al visitatore così poco interessa. Basterebbe prendere ad esempio il sito della Pinacoteca di Brera, piacevole, completo, usabile.

Per il 2015 c’è ancora tanto, tanto da fare.

Un altro esempio di cattiva user experience: la cantina di Orsolani

Tranquilla domenica di pigrizia, solo splendido ma poca voglia di andare a faticare in montagna, decidiamo di andare a vedere le cantine di Orsolani, superbi produttori di un fantastico (anzi due da quest’anno) Erbaluce metodo classico. Ci avviamo e solo per strada ci sorge il dubbio che potrebbero non essere aperte… OK, avete ragione, due persone con un minimo di furbizia si sarebbero fatte la domanda prima e magari documentate, ma le nostre domeniche si organizzano davanti a cornetto e caffè, orari e appuntamenti ci stressano a sufficienza in settimana!

Proprio questa mattina dicevo al mio compagno come Internet in mobilità stia diventando per me un’abitudine anche se vi accedo solo da un anno e di quanto sia contenta del mio telefonino con offerta flat sulla navigazione (non vi dico marca e modello se no diventa una marketta ;-) ma non è quello bello bello per cui c’erano le file a Natale!). Sfodero allora il mio super device e vado a vedere il sito, ci saranno ben scritti gli orari di apertura no?! Arrivo al sito, splash page che mi invita a scegliere italiano o inglese e poi il nulla: una testata in HTML con logo e poco più. Il resto del sito? In flash naturalmente.

Ecco, questo mi fa proprio imbestilire. Audiweb ci informa che il 5% degli accessi a Internet avviene da mobile, l’indagine di novembre di Opera ci dice che da Gennaio a Novembre 2008 le pagine viste da mobile sono aumentate di oltre il 200% e noi continuiamo ad avere siti ciechi, completamente invisibili.

Mobile phone Zombies

Intendiamoci, non voglio dire che tutti i siti vanno ottimizzati per cellulare in tutte le loro parti; non credo che farò mai in mobilità la visita virtuale di una cantina o che andrò a vedere la storia di un Brand. E’ una questione di usabilità e di essere utente-centrici nel progettare. La domanda di base che dovremmo porci è che cosa un utente potrebbe voler consultare in mobilità. Probabilmente poche cose:

  • i distributori o i negozi per un marchio, con relativi orari di apertura e cartina
  • le informazioni tecniche di base su un prodotto o almeno un elenco dei prodotti e i loro prezzi di listino
  • eventuali promozioni

E’ così difficile prevedere una mini pagina in HTML accessibile da cellulare, con una grafica essenziale che dia queste informazioni? Se poi siamo bravi possiamo addirittura decidere di sviluppare un progetto ad hoc per alcune sezioni, anzi sarebbe caldamente consigliabile, ma almeno rendiamo leggibili e accessibili con uno sforzo minimo informazioni che già esistono.

La cantina di Orsolani è a una cinquantina di chilometri da casa mia e non mi priverò del piacere delle loro bollicine per questo, ma cosa sarebbe accaduto se avessi cercato ad esempio il sito di due ristoranti o di due alberghi? E’ probabile che mi sarei rivolta a chi mi dava le informazioni di cui avevo bisogno quando ne avevo bisogno.

P.S.: alla cantina ci siamo arrivati e la domenica è chiusa. Quando sia aperta non lo so, visto che anche sul sito non è indicato. In questo caso il loro Riserva val bene una telefonata, ma so già che polemizzerò sul loro sito con il loro cantiniere… quando avrò l’onore di incontrarlo :-)