Archivio per la categoria 'Libri e Convegni'

Internet PR - di Marco Masarotto

Un viaggio in treno Biella - Verona e ritorno e questo libro è volato via. Bellissima la scrittura di Marco Massarotto, semplice, veloce, ti fa scivolare pagina dopo pagina con una semplicità da gran maestro.

Se vi occupate per professione di Internet probabilmente conoscete già i temi e le problematiche che Marco tocca, ma le esprime con una grande chiarezza e lucidità che rendono piacevole la lettura. Se invece siete un po’ digiuni su come comunicare sul web, bene, questo è un ottimo punto di partenza.

Il momento migliore per iniziare a costruire la vostra leadership è adesso. Partite ora, ma partite piano: non cercate di ottenere tutto e subito. Non state iniziando un’attività per il prossimo trimestre, state iniziando un’attività come minimo per i prossimi trent’anni della vostra azienda. (p.160)

Forse perchè conosce bene la situazione italiana, ma il tono del libro è sempre molto pacato e riconosce la difficoltà e la complessità per le imprese di comunicare attraverso il web, di abbracciare un modo di vivere la relazione che è profondamente diverso da quello adottato negli ultimi 50 anni.

Marco ci suggerisce prima come strutturare una buona strategia di contenuti, poi come declinarla attraverso gli strumenti sociali che Internet ci offre, senza mai dimenticare che come in ogni relazione ci sono regole da rispettare, una netiquette fatta in gran parte dal buon senso.

Infine Marco ci ricorda come le attività su Internet non si possano improvvisare: serve un budget, serve un reparto (o delle risorse), serve una cultura.

Il mestiere di Scrivere- di Luisa Carrada

Sottotitolo: le parole al lavoro tra carta e web.

Bello, bello, bello. Di rado capita di leggere un saggio così scorrevole e piacevole. E’ filato via liscio, tutto d’un fiato, a tratti rapita dalla bella scrittura di Luisa.

Molto intensi ma scorrevolissimi i primi 5 capitoli; Luisa Carrada ci guida tra i segreti della scrittura efficace, mostrandoci passo passo dove possiamo lasciarci andare alla lunghezza, dove contrarre la scrittura, cosa evitare, le bruttezze dell’aziendalese. Il tono è didattico ma mai “da maestrina”, sempre piacevole la scrittura.

Meno efficaci invece i capitoli su blog e corporate blog: forse avevo già fatto indigestione con una precedente lettura, ma ho trovato questa parte del libro troppo descrittiva e poco analitica, un excursus un po’ sterile.

Pur non essendo una copywriter ho cominciato a leggere il blog del Mestiere di Scrivere e ho trovato spunti e idee utili che applicherò nel mio lavoro di tutti i giorni, link a risorse interessanti da scaricare in rete.

Marketing non-convenzionale di Bernard Cova, Alex Giordano e Mirko Pallera

In una lettura d’insieme del consumo post-moderno, detto “reicantato”, sembra difficile sostenere la perenne validità degli approcci convenzionali al marketing. Il marketing, infatti, nato negli anni della modernità trionfante (anni Cinquanta), non sembra più riconoscere i suoi consumatori, figli della postmodernità, è questi ultimi, di conseguenza, non sembrano più dare molto credito agli approcci convenzionali del marketing (p. 30)

Ecco, parte e arriva qui il buon libro di Bernard Cova e dei nostrani ninja del marketing.

Confesso che ho avuto molti dubbi prima di affrontarlo, già dall’indice mi sembrava che ci fosse una separazione netta tra i capitoli introduttivi di Cova e il resto, i 10 principi fondamentali del marketing non convenzionale li avevo già sentiti in un paio di occasioni… Insomma, sono partita un po’ prevenuta ma leggendo mi sono dovuta ricredere.

I due capitoli introduttivi, scritti da Cova, delineano un quadro completo del consumo contemporaneo, dei valori che in esso si ricerca e anche delle sue incoerenze e conflittualità. Cova è spietato nel descrivere la società contemporanea, le sue ansie e le sue nevrosi.

Pallera e Giordano partono da qui enunciando i ben noti 10 principi, li dettagliano e supportano con case-history e una buona letteratura.

La chiave del libro, o almeno così io l’ho letto, sta nel comprendere che la pubblicità e più in generale il marketing negli ultimi anni si sono appropriati del senso del consumo, creando un mondo possibile di significati attraverso il significante delle marche. Quello che Internet ha reso possibile è stati di riappropriarsi di questo processo di significazione, quello che oggi le persone chiedono è di essere loro interpreti (in senso cognitivo ma anche fisico, teatrale) del consumo. Questo cambia e sposta moltissimo le azioni che il marketing deve intraprendere e il suo ruolo nella società: da funzione aziendale diventa attore in una relazione di consumo che oggi è multidirezionale.

(…) il movimento del consumo critico, ma anche quello degli Adbuster, fino ad arrivare a espressioni spontanee come quelle dell’esperimento Mentos e Diet Coke, rendono visibile un conflitto di natura simbolica finalizzato alla riappropiazione da parte delle persone del potere di significazione della realtà. (p. 221)

I nostri ninja ci accompagnano perciò attraverso le tecniche di marketing non-convenzionale, gli errori più comuni, le best practice, le strategie di co-creazione. Il tutto tenendo ben presente come

(…) sia assolutamente necessario introdurre e sviluppare i concetti di ecologia e di responsabilità simbolica della marca. (p. 229)

IAB Seminar 2008: la misurabilità dei media digitali interattivi

Oggi a Milano l’ultima (?) fatica prima delle vacanze, lo IAB Seminar 2008 sul tema della misurabilità dei media digitali interattivi.

La metafora più calzante è arrivata da una delle ultime presentazioni: un tempo fare una campagna pubblicitaria era come spalmare la Nutella sul pane e le fette erano radio, TV e giornali; ora è come splamare la Nutella su delle briciole e forse gli strumenti che avevamo non sono più adeguati.

Come ha sostenuto nella sua introduzione Layla Pavone, fornire una misurazione del ROI è particolarmente importante in questa congiuntura economica sia per far percepire le reali potenzialità della rete in termini di comunicazione ma anche e soprattutto per aiutare le aziende a scegliere gli investimenti più remunerativi in un momento di recessione. Parole d’ordine del giorno ROI e behavioural targeting perchè le misurazioni devono essere un sostegno alle decisioni e alle scelte di investimento. Durante tutto il seminario si è sottolineata la differenza tra dato e informazione, tra numero e la sua traduzione in significato: insomma i dati non sono nulla e forse non servono senza KPI.

Ma la particolarità di Internet e dei media digitali sta anche nella possibilità di misurare, interpretare e modificare in real time: su 100$ spesi in pubblicità sappiamo immediatamente quali sono i 50 spesi male e è possiamo riallocarli. Come? Per prove ed errori, fondamentali le campagne test.

Infine un plauso alla location: bello vedere un cielo incredibilmente azzurro e un po’ di verde anche a Milano. Il premio per il miglior gadget? A Yahoo come sempre!

Blog in azienda - di Debbie Weil

Se non sapete che cosa sia un blog ma avete voglia di svecchiare il modo in cui l’azienda fa comunicazione, questo è il libro che fa per voi; se fare/scrivere/consigliare blog è il vostro mestiere, probabilmente saprete già tutto quello che è scritto in questo libro ma ugualmente potreste trovare utile il modo in cui è sistematizzato. Diciamolo, a tratti il libro è persino un po’ banalotto, ma è impregnato di quel pragmatismo e di quella semplicità che tanto invidio agli americani. Debbie Weil ci guida passo passo nel mondo dei blog aziendali non partendo da presupposti ontologici del tipo “Ma il blog sarà uno strumento adatto alle aziende? Ma le aziende devono partecipare alle conversazioni della blogosfera?”, ma con un taglio pratico e orientato al problem solving. Ecco allora alcuni utili decaloghi:

  • le norme di base di un buon blog, da tenere sempre presenti quando progettiamo un blog di qualunque tipo (trasparenza, umanizzazione, ecc.)
  • quale scopo dare al blog aziendale: vuole instaurare una relazione con il cliente o è un sostegno alle PR? La Weil individua ben 13 differenti modi d’uso.
  • i 10 consigli per un business blog, dallindividuazione della linea editoriale a “have fun!
  • trucchi per far digerire il blog al capo
  • i 10 principali errori di usabilità direttamente da Jackob Nielsen

Il libro è scorrevole e può aiutare nel mettere in fila le idee per presentare un progetto ad un cliente o al proprio capo.

Bella anche la Postfazione all’edizione italiana, con la raccolta dei corporate blog che hanno fatto scuola nel nostro Paese.