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5 cose da NON fare prima delle vacanze

Si sa, l’estate è tempo di vademecum e di liste di cose da fare e da non fare, sembra che l’amore per la lista in estate esploda o forse il caldo ci imprigrisce i neuroni al punto che è l’unica cosa di cui si riesca a scrivere…

E allora, stanchissima in attesa di vacanze agognate ma ancora lontane, l’elenco delle 5 cose che vi sconsiglio prima delle vacanze:

  1. tentare di aggiornare la versione del firmware Android sul vostro cellulare
  2. cercare di far cominciare in orario una riunione con creativi e programmatori
  3. discutere di tariffe con la propria/le proprie compagnie telefoniche
  4. sperare di mangiare un panino decente nei furgoncini fuori dai concerti
  5. cercare una discussione sensata e civile su una pagina Facebook

Non è che non facendo queste cose le vostre vacanze saranno più belle o più lunghe o più quello che volete voi. Semplicemente, non vi accorgerete di averne davvero bisogno …

Live tweet, video virali e un evento: quando il digital diventa adulto

Atterrata ieri sera da una 3 giorni di fuoco ad Hannover, Germania, per seguire con New Holland Agriculture Agritechnica, la più grande fiera di settore europea e una della maggiori a livello mondiale (giusto per darvi un’idea, si cammina almeno mezz’ora per andare da un lato all’altro della fiera….).

Non è il primo live tweet che seguo, ma questo è stato più magico degli altri. Senza piaggeria, è bello lavorare con New Holland Agriculture come cliente sia dal punto di vista umano perché il team è unito, collaborativo e divertente, sia a livello professionale perché si sa di cosa si parla e, se non si sa, si chiede e si impara (dote spesso rara!). Straordinaria l’atmosfera di tutto il team che ci ha lavorato, compresi tutti gli altri fornitori, fotografi, regia, luci, copy, grafici, montatori e sicuramente qualcuno lo dimentico! Dopo la mia emigrazione lavorativa milanese degli ultimi anni, è stato bello tornare a lavorare con quelle eccellenze che a Torino ci sono ancora, magari con nomi poco roboanti e con un understatement tutto sabaudo.

Dicevamo il live tweet: della fiera in generale e soprattutto della conferenza stampa di domenica. Fare il live tweet in questi eventi è sempre divertente perché da un parte i big boss ti guardano senza dire nulla perché forse non hanno colto fino in fondo cosa diavolo stiamo facendo ma capiscono che è qualcosa di potenzialmente interessante; dall’altra ci sono quelli che devono mettere in piedi l’evento e ti scrutano con un po’ di curiosità e fanno mille domande su cosa stai facendo (a cui seguono mille domande mie su quello che stanno facendo loro perché si sa che la curiosità è donna!); e poi ci siamo noi, con la tensione alle stelle perché, anche se ti sei preparata seguire un evento, è stressante: mandare i tweet al momento giusto, sapere che in sala ci sono giornalisti che ti stanno seguendo, ecc. Poi hai bisogno come il pane di conoscere tutti i cambiamenti dell’ultimo minuto ma sai che non puoi rompere le scatole perché anche gli altri la tensione la sentono… Ecco, poi parte il walkin, il primo tweet sull’inizio della press conference è on line e 45 minuti passano in un soffio. Alla fine, come sempre, ce l’abbiamo fatta e comincia la conta delle reazioni. Chi è abituato a misurare i ritorni delle loro azioni in mesi ti guarda un po’ divertito e il team digital si comunica menzioni, retweet e share come se fossero gol dell’Italia ai mondiali.

Sono quei momenti in cui senti che anche la comunicazione digitale è diventata grande, che ha smesso di passare dall’entrata posteriore e che finalmente sta al tavolo con tutti gli altri. Forse non ancora a capotavola, ma c’è.

A questo proposito c’è un’altra iniziativa che mi ha colpito (e giusto per sgomberare il campo da insinuazioni, tutto il plauso va a Francesca e Lorena per averla voluta, scelta, supportata e seguita), cioè questo video:



Nato come iniziativa tutta digital e come campagna di lancio del prodotto sui Social Network, l’idea è piaciuta così tanto che si è deciso di usarlo anche sui led dello stand in fiera. E’ forse una cosa piccola, ma un segno che le idee oggi, finalmente, riescono a superare le vecchie barriere e una buona idea è una buona idea, la si usa su diversi canali perché funziona e non perché l’ha fatta il reparto audiovisual o quello digital. Gli utenti, lo sappiamo, erano già pronti da anni; finalmente cominciano ad esserlo anche alcuni clienti.

Così sono atterrata ieri con un po’ di malinconia per l’evento andato, ma con in tasca il certificato che anche noi del web siamo diventati grandi.

Uovo marinato

Non ho resistito, dopo aver visto un servizio sull’uovo marinato di Cracco ho dovuto cimentarmi! Circa un giorno di lavoro, ma il risultato giudicatelo voi

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Il gusto: la fonduta con l’agar agar assume una consistenza che non mi piace e ha un retrogusto gelatinoso (forse ho esagerato un tantino nella dose); da buona piemontese poi l’albume mi piace cotto al burro, per cui al prossimo giro personalizzerò un po’ la ricetta…

Direte voi (come mia mamma!) che metterci una giornata per cucinare un uovo è da pazzi. Vero, ma volete mettere la soddisfazione di fare questo?

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Cosa ha di così terribile il telelavoro?

Almeida_Júnior_-_Saudade,_1899Ricevo oggi l’ennesima mail di un amico ed ex collega che si licenzia per seguire la moglie che ha ottenuto un prestigiosa cattedra lontano dalla sua sede di lavoro. E’ una mail un po’ triste, non della solita saudade per i colleghi che si lasciano e per l’ignoto che si abbraccia; ha la tristezza di chi non vorrebbe ma deve, perché in una scala di priorità la persona che si ama e la famiglia vengono prima della carriera.

Non è  la prima mail di questo genere che ricevo e non sarà l’ultima, ma mi cheido ancora quante. Ma soprattutto mi chiedo quante persone di valore le aziende vorranno ancora perdere prima di abbracciare il telelavoro. Quanto tempo ci vorrà prima che capiscano che gli anni ‘50 sono finiti: le mogli non sono a casa a fare le casalinghe felici e pronte ad ogni trasloco pur di favorire la carriera del marito. I mezzi di comunicazione e di collaborazione sono un tantino più efficienti e finiamo con lo scambiarci informazioni via Skype persino con il nostro vicino di scrivania.

Eppure questo le aziende lo sanno, perchè sono bravissime a chiedere di usare video e conference call pur di evitare il costo di un volo aereo e allora? Che sia un problema culturale? O peggio ancora di controllo?

Ecco, allora proprio non capisco: come possono affidare il know how, la gestione delle risorse, poteri di firma, responsabilità e poi non fidarsi se non timbriamo il cartellino al mattino? Perchè chiedono l’empowerment ma poi non si fidano del fatto che portiamo a termine un progetto nella tranquillità del nostro salotto?

Pensavo fosse solo un problema italiano, frutto di quella cultura populista e attenta agli istinti più bassi che etichetta come fannulloni chi utilizza strumenti nuovi di collaborazione. Oggi ho una piccola conferma che il problema esiste anche dall’altra parte dell’oceano.

E mi viene il forte dubbio che i veri fannulloni in azienda stiano larghi larghi, tronfi delle tutele conquistate anni fa, puntuali a timbrare il cartellino alle 9:00 e alle 18:00; tanti professionisti, invece, scappano, solo per lavorare qualche chilometro più in là.

E da stasera… vacanze!

Ebbene sì, lo ammetto: sto godendo un sacco a vedervi rientrare sapendo che da stasera cavalcherò la nostra Vespa per 15 giorni di tour in Campania… OK, potete obiettare che ad Agosto me ne sono rimasta inchiodata a casa mentre voi eravate al mare o in montagna a divertirvi (e chi mi conosce sa che quest’estate per me non è stata proprio divertentissima causa polmone sinistro con strane idee reazionarie…). Però, cosa vi devo dire, ho sempre avuto il gusto un po’ snob del fare le vacanze fuori stagione, di non sopportare le folle, i bambini vocianti, le code… mi viene sempre in mente una lettura imprescindibile per chi non si rassegna  a considerarsi turista.

E il mio spirito snob deve anche confessare un’altra cosa: quest’estate da 4 Square a Twitter, miei cari amici Social Addicted, siete stati proprio insopportabili! Non se ne poteva più di sapere in quale posto foste, dove e cosa mangiavate, quanti kilometri facevate! Basta sindaci del lido Bagni Maria e dell’agritursmo Belli e Sani!

Ovviamente sulla Vespa il portatile non trova posto, con buona pace degli albergatori che specificano sempre la presenza di connesioni Wi-Fi; il Black Berry ce l’avro dietro, perchè Internet in mobilità è diventata una droga e perché un po’ workaholic lo sono, ma sarà spento per almeno 20 al giorno… altrimenti che vacanze sono! Penso che gli unici check in saranno quelli in albergo, forse qualche commento da condividere con gli amici su Facebook, ma scusate: queste vacanze riguardano me e Davide, non la cerchia allargata delle mie conoscenze sul web ;)

Che volete che vi dica… sarò snob, ma il Social ha un limite che finisce quando inizia quella sfera di vita che è davvero tutta personale e per questa vacanza si limita alla scelta dei Bed & Breakfast su Trip Advisor!

Buona fine estate a tutti… io vado a ricaricare le pile perché quest’anno è stato duro davvero e mi aspetteranno mesi molto divertenti ma terribilmente intensi!
5-katsh