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Cina, Google ed etica

dragon_boat_festival_2002Risale a giovedì scorso la notizia della rottura tra Google e il governo cinese: niente più pagina censurate sulla versione mandarina a seguito di un sofisticato attacco informatico a Google e altre importanti aziende. Ho letto un po’ in giro per la rete, bellissimo il post di Zambardino, mi sono mervigliata (chissà poi perchè) dell’assenza di questa notizia sui TG, ne ho parlato co amici e familiari, chi giovedì non leggeva le news on line non ne sapeva nulla.

Ho voluto pensarci un po’, sarebbe facile scrivere un post gridando “W Google che difende i diritti umani”; a dispetto della velocità della rete, avevo bisogno di tempo per formarmi una personale opinione. Alla fine? Ho deciso di aggiungere il mio nome alla raccolta di sottoscrizioni di Internet for peace.

Il punto di questa vicenda è proprio che non ha un punto: è una questione economica, cioè Google alza la voce per trattare nuove condizioni e garanzie con il governo cinese? Oppure è una questione di violazione di segreti aziendali che potrebbero avere evidenti ripercussioni sulla presenza di Google in Cina? Oppure è una questione di principio dove Brinn indossa una scntillante armatura da paladino dei diritti di libera informazione? Secondo me è tutte e tre.

A dispetto del cinismo di molti, non si può negare che questo gesto abbia una eco forte tra chi combatte ogni giorno per i diritti umani e non a caso la politica si è affrettata a plaudere (quella americana, si intenda, quella italiana forse non se n’è nemmeno accorta). Dopo ovviamente. Sarebbe sciocco pensare che Google non cercherà comunque un qualche accordo, non volendo probabilmente rinunciare al più promettente mercato del futuro. Ma non si può nemmeno ignorare che la partita qui si gioca sulla conoscenza e rubare un segreto industriale oggi era come rubare uranio durante la Guerra Fredda.

Ecco forse è proprio questo il punto: in questa vicenda democrazia, correttezza e informazione si mescolano così tanto da parere indistinguibili e forse, finalmente aggiungerei, diventa evidente agli occhi della politica che tollerare regimi autoritari come quello cinese (o iraniano) non è solo un cinico calcolo a discapito del popolo che sottosta a quel regime, ma può avere ripercussioni anche sul nostro benessere. Se non ho mai creduto che si potesse esportare la democrazia, tanto meno con una guerra, non condivido nemmeno il cinismo lassista di chi nulla fa perchè sono grossi e potenti. Il laissez faire, laissez passer del liberismo sfrenato ha portato a una disastrosa crisi economica, potremo imparare a non adottarlo nelle relazioni internazionali.

Un’azienda sana, che genera profitti, può e deve essere capace di dire no. E’ lo stesso principio che guida e ha guidato lo sciopero e la conquista dei diritti nelle democrazie moderne: a vincere in queste battaglia non era il più forte, ma il più caparbio e resistente. Se è sacrosanto che il profitto sia l’obiettivo che guida le imprese, non lo è il profitto ad ogni costo che di solito guida le mafie.

E allora intono “W Google”, sperando che altri ne seguano l’esempio. Don’t be evil. Infondo non si chiede poi tanto.

Persone per bene

Guardare i talk show o gli approfondimenti politici ormai mi stanca, ho la sensazione che in questo matto Paese abbiamo perso il valore, forse un po’ antico e borghese, dell’essere persone per bene.

Che non significa solo non rubare o non commettere crimini, ma anche essere gentili e aperti verso il prossimo, avere almeno una parola buona quando non si può dare altro, sapere quanto si è fortunati a vivere nell’emisfero giusto del pianeta.

E si riceve tantissimo in cambio: forse non favori politici e economici, ma tante persone che ti stanno attorno nei momenti difficili, che ricambiano le buone parole che hai saputo dire e che semplicemente sono lì, a farti sentire un po’ meno solo. E forse questo è il senso vero della vita, anche se non si è ricchi e famosi.

La mia famiglia mi ha insegnato a cercare di essere una persona per bene e di questo li ringrazio. Ciao nonna.

Bastardi senza gloria

Visto ieri sera: FANTASTICO!
Qualcuno dice che è violento; per usare un termine di moda qualche anno fa, io lo definirei pulp; Tarantino è talmente ironico che a me, che non riesco nemmeno a vedere i thriller, non ha dato fastidio.
Spassosissimo, ha tutti gli ingredienti del miglior Tarantino!

La TV digitale: altre interpretazioni

In questi giorni ho sentito interpretazioni curiose sul cambio dalla TV tradizionale a quella digitale.

Un ristoratore della Valle d’Aosta: “Io il canone RAI non lo pago e ti sembra possibile che adesso devo spendere dei soldi per comprarmi un decoder digitale. Ma che me lo comprino loro se vogliono cambiare”. Si sa, il servizio pubblico non fa mai abbastanza, anche quando è gratis.

Il mio vicino di pranzo a Eataly, dopo essersi lamentato abbondantemente di tutto e avermi fatto andare di traverso il pasto: ” E poi con questo digitale, diventerà come con i telefonini, che ti spiano sempre e sanno sempre quello che guardi. E’ una fregatura”. Insomma, la sindrome del grande fratello.

Mi sembra impossibile che nessuno lo prenda per quello che è: un cambiamento tecnologico, che permetterà un uso minore di banda e una migliore qualità. O sono io che non ho capito nulla?

Il marketing insegnato dai contadini

Gianluca mi perdonerà, spero, se parafraso una delle sue rubriche che mi diverte tanto.

Ho già detto e scritto della nostra vacanza alle 5 Terre ma un episodio vorrei ancora raccontarlo. Da Moterosso a Vernazza i km sono solo 3 e mezzo, ma un lunghissimo tratto è in salita e richiede ben 401 scalini, come ho poi imparato. Immaginate di farli in una giornata di agosto con il caldo torrido, partendo alle 11.30 del mattino perché ad alzarmi prima proprio non riesco…

Arriviamo a fine scalinata, sudati, sporchi e immagino puzzolenti e troviamo un contadino che ci vende un meraviglioso grappolo di uva albarola alla modica cifra di 1 Euro al grappolo. Non mancano le chiacchiere di come si stava meglio quando si stava peggio, qui era tutto coltivato, i treni arrivavano in orario, ecc.

Mangiamo la nostra uva, è dolcissima, ci dà energia meglio del nandrolone e ripartiamo. E dentro di me penso che ques’uomo le 4P le ha capite meglio di Kotler :-)