Archivio per la categoria 'Piccole finestre sul mondo'
Vera emergenza
Un vescovo ex scomunicato sostiene che i campi di sterminio nazisti non siano mai esistiti e che non sono stati 5 milioni gli ebrei uccisi dalle persecuzioni ma al massimo 2 e 300 mila (come se questo numero fosse poi meno raccapricciante…)
Un cantante a Sanremo parla di un giovane che era gay e poi è guarito. Chissà se lo vedremo un giorno anche a Stranamore.
Una banda di idioti a Nettuno picchia e brucia vivo un indiano e un amico intervistato alla domanda “Vi rendete conto di cosa hanno fatto a quel ragazzo?” risponde “Un attimo ragazzo, quello era un marocchino” (sì perchè il diverso in quanto diverso è indistinguibile) – TG1 delle 20.30 ieri.
Più che emergenza sicurezza o crisi economica mi sembra che stiamo vivendo nell’emergenza stupidità. Peccato che le prime due emergenze siano più facili da risolvee, per la terza ho molta, molta paura.
Immagina un mondo dove…
Immagina un mondo dove tutti imparano in continuazione, un mondo dove il tuo stupore è più interessante di quello che sai e la tua curiosità conta di più del sapere acquisito. Immagina un mondo dove quello che hai donato è più importante di quello che hai ricevuto in cambio, dove gioia non è una parola oscena, dove giocare non è proibito dopo l’undicesimo compleanno. Immagina un mondo in cui il busness dei business è immaginare un mondo in cui le persone vogliano davvero vivere un giorno. Immagina un mondo creato dalle persone per le persone, senza rovinare per sempre questo pianeta.
Sì. Immaginalo.
Non è una versione inedita di una canzone di John Lennon e nemmeno uno spot per una nuova stampante a colori.
E’ il finale del libro del Cluetrain Manifesto (traduzione mia).
Forse è pretestuoso, ma ieri rileggendolo mi sono venute in mente le tante persone che in questi mesi, come me, hanno fatto una scelta di vita apparentemente folle, hanno lasciato il posto fisso, un contratto sicuro in grandi aziende per abbracciare la libera professione. Mi ha stupito e mi ha fatto riflettere.
Non si sputa nel piatto in cui si mangia: lavorare in una multinazinale per 6 anni mi ha dato un ottimo stipendio, la sicurezza economica, la possibilità di acquistare la casa in cui vivo (con un mutuo eh! il mio stipendio non era così ottimo!) e soprattutto la possibilità di imparare e crescere tantissimo, confrontarmi con persone davanti a cui ancora oggi mi inchino e tolgo il cappello. Poi però ci si ferma e allora si decide. Mi piace pensare di aver scelto il sogno, personale e professionale.
Mi ha stupito vedere tante altre persone che hanno fatto lo stesso. Forse il mondo sta davvero cambiando. Sono felice di non essere sola.
Un Natale… Natale!
Che bello il Natale di quest’anno, mi sembra di essere tornata bambina, quando nella cucina della nonna c’era quel buon odore di carni arrosto e di brodo e poi tutti fuori a scivolare con i bob…
Ecco la nostra vigilia di Natale

e il nostro Santo Stefano

Causa agnolotti non sono riuscita a postare nemmeno un Buon Natale, ma a tutti voi i migliori auguri di un felice e sereno 2009.
Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima
Questo uno striscione esposto ieri alla fiaccolata di Torino per la morte di Vito Scafaldi al liceo Darwin di Rivoli.
Fuori da polemiche per cui non è l’ora e il luogo, colpisce il clima in questa città meravigliosa e in questo momento così sofferente. Che per 10 anni è stata la mia città e fa male vederla così.
Finalmente sono arrivati! Un weekend di musica e lettura
Il super lavoro di questo mese ha avuto come effetto secondario spiacevole di farmi tardare paurosamente l’acquisto dell’ultimo CD di Capossela (ebbene sì, compro ancora CD in un amarcord della mia adolescenza). Finalmente sabato il postino ha consegnato il pacco e sono corsa subito all’ascolto.
SPETTACOLARE!!!
Grande Vinicio, che riesce a intitolare un album “Da solo” e metterci dentro meravigliose canzoni d’amore. Fantastica e surreale “Il paradiso dei calzini”.
E durante l’ascolto… beh… nel pacco c’era anche “Mes Confitures” di Christine Ferber. Mentre Vinicio cantava, io preparavo la marmellata di castagne e vaniglia. Speriamo che anche quella sia venuta spettacolare. Non vedo l’ora di provare almeno altre 10 ricette di marmellate… mi toccherà lavorare di meno



