Comunicazione pubblica e politici su Facebook

L’altra sera seguivo uno speciale sulla campagna elettorale per le elezioni presidenziali in USA. Inutile dire che il duello McCain-Obama è appassionante, da tempo non si vedevano due candidati così diversi e con una personalità così forte. Questo sicuramente favorisce una campagna elettorale avvincente, non a caso il discorso di Obama alla Convention democatica ha avuto più spettatori televisivi della cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici.

In ogni caso, mi ha coplito un passaggio della convention: Beau Biden, figlio di Joe Biden, presenta il padre nel discorso di accettazione della vice-presidenza. Il discorso è commovente, noi italiani forse lo definiremmo adatto più a un talk show strappalacrime che a una convention.

Beau Biden spiega come sua madre e sua sorella siano morte in un incidente stradale e il padre sia stato vicino ai figli con grandi sacrifici, pur senza rinunciare alla carriera politica che appare qui come una sorta di chiamata al proprio dovere e alla responsabilità sociale. Invita infine gli elettori democratici a stare vicino a suo padre e a Obama ora che lui dovrà partire per l’Iraq. Insomma, una storia di famiglia toccante e quanto mai opportuna in perfetto stile Carramba.

Allora mi sono chiesta che cosa sappiamo della vita dei nostri politici. Nulla o molto poco. Non ricordo nessuna personalità pubblica raccontare della propria infanzia o delle proprie radici famigliari. Bene o male? Non lo so francamente. In USA la vita privata dei politici è comunque pubblica, basti pensare allo scandalo Clinton. Forse questo è troppo, anche se la richiesta di un maggior rigore etico non sarebbe di certo un male; chiedere ai nostri rappresentanti di essere un esempio etico da seguire, da destra a sinistra, senza derive populiste, sarebbe solo degno di un paese civile.

Ma questo mi ha anche fatto pensare a cosa significa da un punto di vista di comunicazione in Internet (ti pareva che non arrivavo lì?!). L’uso dei social network, che ha così fortemente contraddistinto la campagna presidenziale di Obama, favorisce una commistione tra personaggio pubblico e privato. Ora, non mi aspetto che Obama pubblichi su Facebook foto private come fa un qualunque utente, ma in un certo senso deve stare alle regole del gioco. Lo sappiamo bene noi che di Internet ci campiamo, perchè i nostri profili sono un po’ ovunque e potete trovare tanto i contatti di lavoro che i miei amici più cari o mio fratello.

Se confrontiamo ad esempio il profilo di Obama e di Veltroni su Facebook, notiamo come Veltroni abbia fatto benissimo il suo compitino istituzionale e sia tra l’altro uno dei pochi politici presenti, ma la sua biografia non la troviamo. Certo, un elettore non voterà Obama perchè Mobydick è anche il suo libro preferito, ma è un discorso di credibilità, di stare alle regole dei salotti in cui si entra e non dare l’idea di utilizzarli in modo un po’ furbesco.

In questo senso forse una maggiore commistione tra vita privata e comunicazione pubblica potrebbe far bene anche all’Italia e all’Europa. E nota bene che vita privata non significa necessariamente seguire la love story tra Sarkozy e Bruni!

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