Convegno dell’Osservatorio Mobile
Ieri al MIP sono stati presentati i risultati della ricerca 2008 dell’Osservatorio Mobile Marketing. Convegno molto interessante con molti spunti.

Per iniziare sono stati presentati a grandi linee i risultati della ricerca con alcuni risultati incoraggianti, in particolare:
1) si va verso una maggiore integrazione tra il mobile marketing e i servizi
2) aumenta l’uso sistematico del mobile all’interno del media mix
3) il mobile comincia ad essere integrato all’interno di una logica multicanale (magari questo lo approfondiremo al convegno sulla multicanalità); è interessante infatti notare che nel 60% dei casi un SMS pubblicitario è abbinato ad almeno un altro canale, nel 30% a due canali.
Da un punto di vista comunicativo il mobile è usato soprattutto per fare prospecting, a volte abbinato anche ad azioni di awareness; il secondo maggior uso è per azioni di upselling e questo conferma, IMHO, la sua vocazione come medium tattico più che strategico.
Altra nota positiva è l’aumento del micro-browsing, innegabilmente legato alla comparsa di tariffe flat.
Nel pomeriggio ho seguito il workshop su come costruire un m-site; il seminario era tenuto da One che ha necessariamente portato la sua esperienza e presentato le sue case history ed è stato interessante e ha saputo rispondere a molti miei dubbi.
Non mi sono invece piaciute molto le due tavole rotonde, in cui sono state presentate case-history o intervistati esperti di settore. Le case-history non erano esaltanti per innovatività, ad eccezione di quella di Thun, e poco inquadrate in una visione d’insieme della comunicazione. Quello che per me è mancato nell’intera giornata è stata una visione più strategica d’insieme, su come il mobile possa integrarsi all’interno del media mix. L’idea è che rimanga comunque un canale residuale per fare alcune azioni e, come ci ha insegnato l’esperienza del web, questa non è la via migliore.
E’ mancato quasi del tutto anche il richiamo alla multicanalità, se non in un breve accenno; credo sia chiaro a tutti come il mobile sia un mezzo che può difficilmente essere usato come stand-alone e non sviscerare come possa essere integrato con gli altri media toglie un po’ di respiro alle case presentate.
Altra lacuna nell’assenza di un inquadramento internazionale: l’Osservatorio è e deve rimanere focalizzato sull’Italia, ma sarebbe stata interessante una breve panoramica su dove sta andando il resto del mondo, dove siamo rispetto ad una media europea e mondiale; le domande di Bertelè ai testimonial aziendali sulla paternità delle iniziative, italiane vs internazionali, non sono bastate a darci un’idea di cosa si fa nel resto del mondo. Anche qui mi sembra che si sia guardato l’infinitamente piccolo perdendo di vista il contesto.
Infine, minimo il richiamo alle nuove tecnologia mobile come il QR Code o altri; sono arrivate alcune provocazioni dalla platea, ma poco è stato detto. Insomma, le case presentate potevano essere tranquillamente vecchi di un paio di anni.
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