E-commerce forum
Si è svolto oggi a Milano l’E-commerce Forum organizzato da Netcomm.
Intanto un plauso alla scelta della location, Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, pieno centro di Milano, una vera goduria per chi, come me, viaggia soprattutto con i mezzi pubblici e un appagamento degli occhi quando uscendo non si trovano solo palazzoni di cemento.
Purtroppo non altrettanto buone le notizie sul fronte e-Commerce: l’Italia si conferma fanalino di coda, non solo se paragonata a Paesi come la Danimarca o UK, ma anche se paragonata a Paesi socialmente più simili come la Francia. I dati strutturali, poi, in questa fase si sommano ai dati congiunturali e il quadro che ne emerge non è dei migliori.
Da questo punto di vista mi ha colpito molto la presentazione di Alessandro Perego, del Politecnico di Milano, che ha sottolineato come, al di là di problemi strutturali sulla domanda, ci sia una carenza di offerta che vede la forte presenza di dot.com ma una scarsissima presenza di aziende tradizionali; questo spiega in parte perchè l’Italia sia anche un Paese con un e-Commerce fatto per 2/3 dai servizi e solo da 1/3 dai prodotti.
In ogni caso ci sono anche note di ottimismo; sempre secondo la ricerca del Politecnico, 4 aziende su 5 che operano nell’e-Commerce si aspettano una crescita nel 2009 rispetto al 2008.
Sul lato della domanda mi ha incuriosito uno spunto offerto da Mario Perini, CartaSì, che ha sottolineato come le Regioni in Italia in cui vi è un maggior uso di CartaSì per acquisti on line siano Sardegna e Trentino; l’e-Commerce fa insomma di necessità virtù e cresce nelle zone meno urbanizzate in cui è più forte la carenza di offerta sul territorio.
Come sempre, molto interessante anche la ricerca di GFK Eurisko; mi è piaciuto molto lo spunto finale sul “social e-Commerce“, cioè come l’e-Commerce possa essere influenzato on line dalla rete di amici. Riprendendo le parole di Edmondo Lucchi, questo farebbe un po’ cadere il concetto di e-Commerce come trionfo della razionalità individuale e, aggiungo io, probabilmente potrebbe avvicinare l’e-Commerce ad un concetto più mediterraneo di fare acquisti. Non a caso una delle ragioni che si individuavano per non acquistare on line è proprio quello del divertimento ad acquistare nei canali tradizionali; forse recuperare la dimensione sociale anche nell’acquisto potrebbe aprire a nuovi sviluppi e deve, a mio parere, far riflettere attentamente perchè potrebbe cambiare molte delle attuali logiche.
Purtroppo non sono riuscita a seguire nessun seminario nel pomeriggio, gli impegni di lavoro mi hanno riportato alla scrivania.
Nei prossimi giorni saranno disponibile sul sito le presentazioni.
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