Il marketing insegnato dai contadini
Gianluca mi perdonerà, spero, se parafraso una delle sue rubriche che mi diverte tanto.
Ho già detto e scritto della nostra vacanza alle 5 Terre ma un episodio vorrei ancora raccontarlo. Da Moterosso a Vernazza i km sono solo 3 e mezzo, ma un lunghissimo tratto è in salita e richiede ben 401 scalini, come ho poi imparato. Immaginate di farli in una giornata di agosto con il caldo torrido, partendo alle 11.30 del mattino perché ad alzarmi prima proprio non riesco…
Arriviamo a fine scalinata, sudati, sporchi e immagino puzzolenti e troviamo un contadino che ci vende un meraviglioso grappolo di uva albarola alla modica cifra di 1 Euro al grappolo. Non mancano le chiacchiere di come si stava meglio quando si stava peggio, qui era tutto coltivato, i treni arrivavano in orario, ecc.
Mangiamo la nostra uva, è dolcissima, ci dà energia meglio del nandrolone e ripartiamo. E dentro di me penso che ques’uomo le 4P le ha capite meglio di Kotler
4 Commenti a “Il marketing insegnato dai contadini”
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8 settembre 2009 alle 22:26
da ligure potrei darti un’altra interpretazione: il marketing insegnato dai genovesi, quello a cui basta una P sola, palanche!!
8 settembre 2009 alle 23:26
Bel post e altrettanto bel commento il tuo, Silvia. Quanta verità nelle tue parole
9 settembre 2009 alle 08:56
10 settembre 2009 alle 16:14
sei perdonata