Il sito della Cantina 5 Terre
Quest’anno finalmente ce l’abbiamo fatta e in una caldissima giornata di fine Agosto siamo riusciti a percorrere i 9 km del sentiero delle Cinque Terre. E’ stato più impegnativo di quel che mi aspettassi, forse per il caldo, forse perchè quest’anno mi sono impigrita, ma alla fine da Monterosso siamo arrivati a Riomaggiore.

Fieri e tronfi del traguardo, non potevamo non concederci una premio con una bella visita alla Cantina delle 5 Terre: si sa, Davide ed io siamo ormai devoti appassionati dello Sciachetrà e delle acciughe di Monterosso…La visita alla cantina è stata incantevole, i prodotti sono tantissimi, anche delle cuvè del bianco 5 terre, i vini ottimi e i prezzi molto ragionevoli. Abbiamo caricato quello che la Vespa permetteva, ma ieri, dopo che la prima bottiglia se ne è andata, abbiamo dovuto pensare ai nuovi approvvigionamenti.
Niente paura, c’è un sito Internet! La delusione è stata così forte che mi sono sentita in dovere di scrivergli.
Partiamo dal form: un elenco immenso di campi obbligatori tra cui l’azienda. Ma perchè deve essere un’azienda a scrivervi, o differenziate profilandomi o non potete obbligarmi a inventarmi qualcosa per riempire questo campo. E poi: perchè dovrei darvi indirizzo e numero di telefono, non vi chiedo di richiamarmi e non vi chiedo di spedirmi nulla. Se dovete popolare il vostro CRM ok, ma fate almeno finta di darmi qualcosa in cambio (la mia privacy, infondo, vale molto meno dello Sciachetrà
).
Luce dei miei occhi, vedo una vendita on line e mi fiondo… che musata! I prodotti venduti sono solo 3, quindi addio l’idea di fare i cesti di Natale con i prodotti tipici (è una fissa nostra, gli amici lo sanno, amiamo fare i gastronauti e rimpinzare gli altri… perdonateci). Devo aprire Explorer mio malgrado, perchè con Firefox la pagina non si visualizza bene… cavolo, Firefox ha una quota di mercato superiore al 20%! Non mi spiegano le quantità, tranne che per i primi vini: deduco che le cuvè siano in confezioni da 6 perchè mi ricordo il prezzo. Degli altri prodotti buio assoluto: non parlano del miele, delle salse, delle acciughe, quell’ottima grappa che profuma di macchia mediterranea…
Non c’è l’ho fatta, ho scritto. Non era un messaggio cortese, ho anche consigliato di tenere conto della perdita delle vendite che avranno da noi nel prossimo budget. Ma come è brutto vedere che un piccolo gioiello di territorio sa valorizzarsi così poco. Già, perchè infondo dalle 5 terre la mia città dista 300 chilometri e sarà probabile che ci ricapiteremo nei prossimi mesi, magari anche solo epr la voglia di respirare quei profumi. Ma se abitassimo ad esempio a Catania o a Napoli o a Roma, beh, sarebbero davvero vendite perse. Parliamo solo di Italia, perchè di spedire all’estero non se ne parla, anche se la maggior parte del turismo che abbiamo incontrato era straniero…
Per fortuna c’è chi in quella zona il marketing, un po’ fai da te, lo sa fare molto meglio. Ma questo alla prossima puntata
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