Internet PR – di Marco Masarotto
Un viaggio in treno Biella – Verona e ritorno e questo libro è volato via. Bellissima la scrittura di Marco Massarotto, semplice, veloce, ti fa scivolare pagina dopo pagina con una semplicità da gran maestro.
Se vi occupate per professione di Internet probabilmente conoscete già i temi e le problematiche che Marco tocca, ma le esprime con una grande chiarezza e lucidità che rendono piacevole la lettura. Se invece siete un po’ digiuni su come comunicare sul web, bene, questo è un ottimo punto di partenza.
Il momento migliore per iniziare a costruire la vostra leadership è adesso. Partite ora, ma partite piano: non cercate di ottenere tutto e subito. Non state iniziando un’attività per il prossimo trimestre, state iniziando un’attività come minimo per i prossimi trent’anni della vostra azienda. (p.160)
Forse perchè conosce bene la situazione italiana, ma il tono del libro è sempre molto pacato e riconosce la difficoltà e la complessità per le imprese di comunicare attraverso il web, di abbracciare un modo di vivere la relazione che è profondamente diverso da quello adottato negli ultimi 50 anni.
Marco ci suggerisce prima come strutturare una buona strategia di contenuti, poi come declinarla attraverso gli strumenti sociali che Internet ci offre, senza mai dimenticare che come in ogni relazione ci sono regole da rispettare, una netiquette fatta in gran parte dal buon senso.
Infine Marco ci ricorda come le attività su Internet non si possano improvvisare: serve un budget, serve un reparto (o delle risorse), serve una cultura.
2 Commenti a “Internet PR – di Marco Masarotto”
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8 settembre 2008 alle 11:53
E come dice Gerry McGovern nel suo ultimo post intitolato “Web 2.0 is about giving up some control”, non basta avere una penna d’oca per poter pensare di saper scrivere come Shakespeare.
Fuor di metafora significa che per un’azienda dotarsi di strumenti nuovi (corporate blog, wiki, intranet) non rappresenta un punto di arrivo ma di partenza: occorre adeguare la propria mentalità, comprendere e metabolizzare gli strumenti e continuare ad avere il controllo, perché un’azienda non è e non sarà mai una democrazia.
Benritrovata.
Alessandro
8 settembre 2008 alle 12:15
@ Alessandro: è vero, hai proprio centrato il punto. Forse questa è in fondo la difficoltà maggiore per le aziende, mettere in piedi un processo continuo è molto diverso che produrre un mediaplan a inizio anno. Quello che mi è piaciuto del libro è proprio il tono disincantato, nessuna utopia, ma sano realismo con sguardo al futuro.