La rivincita delle brutte

Avrei voluto scrivere un post un po’ più “impegnato” sulla cross-medialità, ma è venerdì 17 e io sono stanchissima, perciò perdonatemi se rimando le elucubrazioni mentali per qualcosa di più divertente :-)

In questi giorni sulla rete spopola Susan Boyle, una donna inglese di mezza età, bruttina, trasandata,  anche vestita con poco gusto, che partecipa ad un talent show.  Al suo arrivo sul palco c’è uno sfottò generale, fino a quando Susan non comincia a cantare. Guardatevi il video, vale i 5 minuti, del resto se è stato visto oltre 3 milioni di volte c’è una ragione…

Dopo quell’esibizione Susan diventa una celebrità, ne parla il Wall Street Journal, ha un fan club, una pagina su Facebook con più di 200mila fan e ora parteciperà anche allo show di Ophra e Larry King.

Impossibile non vederci la furbizia mediatica di un talent scount degno di questo nome; eppure rimane una bella storia, perchè il brutto anattrocolo si trasforma in cigno non ricorrendo alla chirurgia estetica o togliendo gli occhiali e mostrando una bellezza celata, ma con una epifania del proprio talento e senza nascondere la propria bruttezza.

Se volete è un po la storia di Arisa, che brilla per talento e ironia, ma non per sensualità eppure dopo Sanremo ha spopolato su iTunes ed ora è presente quasi ogni giorni in TV o in radio.

Che sia un segno dei tempi che cambiano? Che la taglia 38 e due tette di marmo non siano più il biglietto per il successo? Forse anche questo è il significato dell’autenticità nell’era post-moderna.

2 Commenti a “La rivincita delle brutte”

  1. sara scrive:

    ciao, mi piace molto il tuo blog e lo trovo molto interessante (anche professionalmente parlando). Sottoscrivo quanto da te già detto, ma aggiungo una provocazione: e se tutto questo clamore fosse invece l’ennesima pesudo-ridicolizzazione di ciò che non è canonicamente bello? un sottofondo di risatine e gridolini di scherzo mentre si assiste ad un vero talento? io credo che se fosse stata una persona “normale/carina” secondo i canoni di bellezza televisivi non avrebbe avuto tutto questo successo mediatico…

  2. Sara scrive:

    Grazie Sara, mi fanno molto piacere i tuoi complimenti.
    Sono d’accordo sulla tua provocazione, anche il brutto fa audience; quello che però mi sembra nuovo è che non si cerca di far diventare bello il brutto!

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