La TV digitale: altre interpretazioni
In questi giorni ho sentito interpretazioni curiose sul cambio dalla TV tradizionale a quella digitale.
Un ristoratore della Valle d’Aosta: “Io il canone RAI non lo pago e ti sembra possibile che adesso devo spendere dei soldi per comprarmi un decoder digitale. Ma che me lo comprino loro se vogliono cambiare”. Si sa, il servizio pubblico non fa mai abbastanza, anche quando è gratis.
Il mio vicino di pranzo a Eataly, dopo essersi lamentato abbondantemente di tutto e avermi fatto andare di traverso il pasto: ” E poi con questo digitale, diventerà come con i telefonini, che ti spiano sempre e sanno sempre quello che guardi. E’ una fregatura”. Insomma, la sindrome del grande fratello.
Mi sembra impossibile che nessuno lo prenda per quello che è: un cambiamento tecnologico, che permetterà un uso minore di banda e una migliore qualità. O sono io che non ho capito nulla?
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