L’angolo delle buone intenzioni: lo sciopero di Alitalia

Martedì scorso, come molti altri viaggiatori, sono rimasta bloccata in areoporto a causa dello sciopero di Alitalia. Il giorno prima di partire c’erano giò stati disordini e molti aerei erano rimasti a terra. Decido perciò di controllare se anche i miei voli possano essere a rischio, in modo da decidere il da farsi. Sarò poco patriottica, ma quando volo cerco orari e prezzi migliori, la scelta della compagnia è per me del tutto ininfluente.

Controllo sul sito Alitalia, nulla. Controllo sul sito dell’areoporto di Milano, un link alla pagina del Ministero dei Trasporti con l’elenco degli scioperi indetti, su cui non appare nulla visto che lo sciopero non era stato ancora dichiarato ed è poi stato precettato.

Insomma, vengo lasciata sola senza informazioni, mi devo affidare a siti di quotidiani o dell’ANSA.
Waiting a plane

E mi viene un sospetto infamante, che il budget del sito sia stato tagliato, in periodi di magra avviene spesso, e non siano autorizzati aggiornamenti di quel genere.

Che lo sciopero sia un diritto sacrosanto nessuno lo mette in dubbio, che crei disagio è palese e l’obiettivo stesso dello sciopero, ma che impedisca alle persone di sapere ciò che le attende e di scegliere per se stesse, beh, questo non è sciopero, è disinteresse totale nei confronti di chi, alla fine, paga i biglietti, dunque gli utili degli imprenditori e gli stipendi dei piloti. Forse almeno su questo bisognerebbe essere d’accordo.

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