Live tweet, video virali e un evento: quando il digital diventa adulto

Atterrata ieri sera da una 3 giorni di fuoco ad Hannover, Germania, per seguire con New Holland Agriculture Agritechnica, la più grande fiera di settore europea e una della maggiori a livello mondiale (giusto per darvi un’idea, si cammina almeno mezz’ora per andare da un lato all’altro della fiera….).

Non è il primo live tweet che seguo, ma questo è stato più magico degli altri. Senza piaggeria, è bello lavorare con New Holland Agriculture come cliente sia dal punto di vista umano perché il team è unito, collaborativo e divertente, sia a livello professionale perché si sa di cosa si parla e, se non si sa, si chiede e si impara (dote spesso rara!). Straordinaria l’atmosfera di tutto il team che ci ha lavorato, compresi tutti gli altri fornitori, fotografi, regia, luci, copy, grafici, montatori e sicuramente qualcuno lo dimentico! Dopo la mia emigrazione lavorativa milanese degli ultimi anni, è stato bello tornare a lavorare con quelle eccellenze che a Torino ci sono ancora, magari con nomi poco roboanti e con un understatement tutto sabaudo.

Dicevamo il live tweet: della fiera in generale e soprattutto della conferenza stampa di domenica. Fare il live tweet in questi eventi è sempre divertente perché da un parte i big boss ti guardano senza dire nulla perché forse non hanno colto fino in fondo cosa diavolo stiamo facendo ma capiscono che è qualcosa di potenzialmente interessante; dall’altra ci sono quelli che devono mettere in piedi l’evento e ti scrutano con un po’ di curiosità e fanno mille domande su cosa stai facendo (a cui seguono mille domande mie su quello che stanno facendo loro perché si sa che la curiosità è donna!); e poi ci siamo noi, con la tensione alle stelle perché, anche se ti sei preparata seguire un evento, è stressante: mandare i tweet al momento giusto, sapere che in sala ci sono giornalisti che ti stanno seguendo, ecc. Poi hai bisogno come il pane di conoscere tutti i cambiamenti dell’ultimo minuto ma sai che non puoi rompere le scatole perché anche gli altri la tensione la sentono… Ecco, poi parte il walkin, il primo tweet sull’inizio della press conference è on line e 45 minuti passano in un soffio. Alla fine, come sempre, ce l’abbiamo fatta e comincia la conta delle reazioni. Chi è abituato a misurare i ritorni delle loro azioni in mesi ti guarda un po’ divertito e il team digital si comunica menzioni, retweet e share come se fossero gol dell’Italia ai mondiali.

Sono quei momenti in cui senti che anche la comunicazione digitale è diventata grande, che ha smesso di passare dall’entrata posteriore e che finalmente sta al tavolo con tutti gli altri. Forse non ancora a capotavola, ma c’è.

A questo proposito c’è un’altra iniziativa che mi ha colpito (e giusto per sgomberare il campo da insinuazioni, tutto il plauso va a Francesca e Lorena per averla voluta, scelta, supportata e seguita), cioè questo video:



Nato come iniziativa tutta digital e come campagna di lancio del prodotto sui Social Network, l’idea è piaciuta così tanto che si è deciso di usarlo anche sui led dello stand in fiera. E’ forse una cosa piccola, ma un segno che le idee oggi, finalmente, riescono a superare le vecchie barriere e una buona idea è una buona idea, la si usa su diversi canali perché funziona e non perché l’ha fatta il reparto audiovisual o quello digital. Gli utenti, lo sappiamo, erano già pronti da anni; finalmente cominciano ad esserlo anche alcuni clienti.

Così sono atterrata ieri con un po’ di malinconia per l’evento andato, ma con in tasca il certificato che anche noi del web siamo diventati grandi.

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