Marketing non-convenzionale di Bernard Cova, Alex Giordano e Mirko Pallera
In una lettura d’insieme del consumo post-moderno, detto “reicantato”, sembra difficile sostenere la perenne validità degli approcci convenzionali al marketing. Il marketing, infatti, nato negli anni della modernità trionfante (anni Cinquanta), non sembra più riconoscere i suoi consumatori, figli della postmodernità, è questi ultimi, di conseguenza, non sembrano più dare molto credito agli approcci convenzionali del marketing (p. 30)
Ecco, parte e arriva qui il buon libro di Bernard Cova e dei nostrani ninja del marketing.
Confesso che ho avuto molti dubbi prima di affrontarlo, già dall’indice mi sembrava che ci fosse una separazione netta tra i capitoli introduttivi di Cova e il resto, i 10 principi fondamentali del marketing non convenzionale li avevo già sentiti in un paio di occasioni… Insomma, sono partita un po’ prevenuta ma leggendo mi sono dovuta ricredere.
I due capitoli introduttivi, scritti da Cova, delineano un quadro completo del consumo contemporaneo, dei valori che in esso si ricerca e anche delle sue incoerenze e conflittualità. Cova è spietato nel descrivere la società contemporanea, le sue ansie e le sue nevrosi.
Pallera e Giordano partono da qui enunciando i ben noti 10 principi, li dettagliano e supportano con case-history e una buona letteratura.
La chiave del libro, o almeno così io l’ho letto, sta nel comprendere che la pubblicità e più in generale il marketing negli ultimi anni si sono appropriati del senso del consumo, creando un mondo possibile di significati attraverso il significante delle marche. Quello che Internet ha reso possibile è stati di riappropriarsi di questo processo di significazione, quello che oggi le persone chiedono è di essere loro interpreti (in senso cognitivo ma anche fisico, teatrale) del consumo. Questo cambia e sposta moltissimo le azioni che il marketing deve intraprendere e il suo ruolo nella società: da funzione aziendale diventa attore in una relazione di consumo che oggi è multidirezionale.
(…) il movimento del consumo critico, ma anche quello degli Adbuster, fino ad arrivare a espressioni spontanee come quelle dell’esperimento Mentos e Diet Coke, rendono visibile un conflitto di natura simbolica finalizzato alla riappropiazione da parte delle persone del potere di significazione della realtà. (p. 221)
I nostri ninja ci accompagnano perciò attraverso le tecniche di marketing non-convenzionale, gli errori più comuni, le best practice, le strategie di co-creazione. Il tutto tenendo ben presente come
(…) sia assolutamente necessario introdurre e sviluppare i concetti di ecologia e di responsabilità simbolica della marca. (p. 229)
8 Commenti a “Marketing non-convenzionale di Bernard Cova, Alex Giordano e Mirko Pallera”
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23 luglio 2008 alle 00:02
Cara Sara, ti ringrazio per la recensione e per la profondità della tua lettura che ha colto l’aspetto più profondo del libro. DAto che il libro è esaurito e sta per andare in ristampa mi piacerebbe che mi mandassi la lista degli errori che hai trovato! grazie mille.
23 luglio 2008 alle 10:36
Sono onorata per un commento direttamente dall’autore! Mi farà piacere aiutarvi per la ristampa, ti scrivo in privato.
17 ottobre 2008 alle 09:42
Buongiorno,mi chiamo Alessia e sono una studentessa in comunicazione aziendale.Al momento sto scrivendo la tesi di laurea riguardante il “guerrilla marketing” e avrei bisogno di questo libro ma non riesco a trovarlo in nessuna libreria!qualcuno,o anche l’autore stesso che vedo risponde a questo blog,può aiutarmi a trovarlo!!grazie!
17 ottobre 2008 alle 09:54
Alessia, a quanto mi risulta il libro è in ristampa. Puoi provare a chiedere direttamente agli autori sul loro blog http://www.ninjamarketing.it/2008/09/24/i-ninja-chiedono-aiuto-a-te-anche-per-battere-quello-spocchioso-di-kistifellea/
17 ottobre 2008 alle 10:02
grazie Sara x l’aiuto!nel caso dovessi sapere quando il libro uscirà nelle librerie ti prego scrivimelo!!!grazie ancora!
23 ottobre 2008 alle 08:19
ciao
ti ringrazio per il blogroll, tra l’altro ho anch’io letto (e recensito con un post) questo libro, ed anche mktg reloaded, che vedo stai leggendo anche tu.
buona lettura e buon blog quindi!
max
8 febbraio 2009 alle 16:44
Ciao, sto studiando questo libro, come parte di un programma di una materia di esame.
Ho notato una cosa, che forse non è sfuggita agli autori, e cioè che il Marketing stesso ha formato un mercato a sè stante, di cui le panacee costituiscono prodotto strategico. Si tratta di costruzioni che presentano tutti i caratteri tecnologico-culturali, di prodotti adatti al business del trasferimento di saperi nelle aziende e nella creazione di mercati a “tabula rasa”, dove si è i soli ad avere un modo di pensare/progettare/agire tal pari.
Tanti baci…
8 febbraio 2009 alle 17:02
Cioè, infine, al marketing è toccata la stessa sorte che interessò i prodotti industriali al termine dell’epoca d’oro della produzione industriale, ha iniziato inesorabilmente a differenziarsi, come una cellula, di meiosi in meiosi (inseguendo l’ombra del consumatore; tanto che verrebbe quasi da parlare di marketing market o di “marketing marketing”.Non può essere che, anche questo fattore contribuisce all’espansione senza sosta dei modelli?