Multicanalità: orgoglio o pregiudizio? – Presentazione della ricerca dell’osservatorio Multicanalità
Oggi ho seguito la presentazione del Rapporto 2009 dell’Osservatorio della Multicanalità. Anche quest’anno la presentazione è stata molto interessante e ricca di molti spunti.
In diretta, per quanto ho potuto vista la densità della presentazione, ho twittato i dati che mi sembravno più rilevanti, ma davvero ce n’erano tanti! Mi spiace di aver visto solo ora che era stato scelto un hash tag ufficiale, purtroppo avevo fatto da me… scegliendone uno un po’ più corto!
Le presentazioni sono già disponibili e scaricabili on line, quindi non riporto numeri e cifre, ma vorrei invece soffermarmi su alcuni spunti davvero molto molto interessanti.
Il primo dato che è emerso con chiarezza è che non possiamo più segmentare in base a variabili di età: a parte il cluster degli Esclusi dove predominano persone oltre i 54 anni, gli altri cluster hanno un bel mix di età all’interno. Questo mi fa pensare che i nuovi media siano davvero ormai diventati bagaglio essenziale per tutti, che non siano più nuovi affatto.
Il secondo dato che mi ha molto colpito è quello dei flussi: 3 miliardi di Euro sono passati verso i cluster Open Minded e Reloaded, cioè i cluster più multicanale. Non so di quali evidenze empiriche abbia bisogno ancora il mercato italiano per osare di più, ma non più tardi di questo pomeriggio un cliente di un importante Brand consumer mi ha avvisato di una riduzione del progetto on-line perché le cose da fare sono tante e da qualche parte si deve tagliare… :’( A questo tema è collegato il quesito che ha posto Noci in apertura: se il 40% degli utenti si sono spostati verso la multicanalità, dobbiamo cominciare a chiederci cosa sarà la marca tra 10 o 20 anni e cominciare a costruirle. Giovanni Pola ha evidenziato bene che i cluster Reloaded e Open Minded sono fortemente diversi e chiedono un approccio differente; forse dobbiamo anche cominciare a capire se vogliamo che i nostri Brand siano Reloaded o Open Minded, perchè delle due l’una, IMHO.
Emerge in modo molto chiaro anche che Internet e Mobile non sostituiscono la TV in tutto e per tutto; anche i cluster più avanzati continuano a guardare la televisione, ma cambia il valore attribuito al mezzi: i consigli per gli acquisti non interessano più in TV, per quello c’è la rete, il primo schermo viene usato principalmente per svago.
Ultimo spunto, per posizione e non per importanza, arriva proprio dalla presentazione di Noci: le imprese che riescono meglio a raggiungere un consumatore multicanale sono quelle in cui IT e Marketing lavorano in stretta sinergia. Sono cioè quelle imprese cliente-centriche in cui a guidare i progetti è un approccio strategico al cliente e non la difficoltà a far dialogare due database. Qui probabilmente si è toccato un nervo scoperto: essere multicanale è faticoso, significa integrare, a livello tecnico ma soprattutto organizzativo, significa prendersi dei rischi e sperimentare.
Infine, una nota di colore rosa: finalmente 2 relatrici donna importanti e bravissime, entrambe di Nielsen!
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