Tra controllo e privacy: ma che adolescenza oggi?
In questi giorni in vari TG e programmi di approfondimento si sono susseguiti servizi sui sistemi di controllo per proteggere i minori mentre navigano in Internet.
Sono palesemente ignorante in materia, non ho figli e non navigavo su Internet da minorenne… perché Internet non c’era. Sarò dunque ben felice di sentire i vostri commenti.
In generale, mi angosciano molto questi strumenti. Se da una parte ne capisco benissimo l’uitlità e non avrei dubbi a installarli con bambini in casa, dall’altro mi sembra che andiamo sempre di più verso una società che vuole controllare e normare tutto invece di educare e dare valori.

Mi spiego: se avessi un figlio di, supponiamo, 8 anni lo lascerei davvero da solo davanti ad un computer connesso a Internet? Probabilmente no, come probabilmente non vorrei che passasse la sua giornata da solo davanti alla TV o a giochi elettronici.
Ma soprattutto, se avessi un figlio di 16 anni, cosa farei? A 16 anni non si è adulti, ma si dovrebbe essere in grado di riconoscere il bene e il male, il pericolo dalla semplice spensieratezza. Mi sono re-immaginata i miei 16 anni da adolescente testa calda e in perenne ricerca di sè: avrei davvero voluto che i miei genitori conoscessero i miei più intimi dialoghi con gli amici, cioè leggessero il mio messenger?
E’ giusto vietare l’accesso a un sito perchè ha contenuti pornografici? Mi è venuto da ridere ripensando a un mio compagno di liceo che si alzava di notte per vedere i film porno nel registratore di casa e oggi è laureato e sposato e fa un mestiere rispettabilissimo.
Come cresceranno degli adolescenti a cui sia stato imposto un controllo totale sulla loro vita? Riusciranno a formarsi una loro personallità e una personale visione della vita?
Forse perchè la mia adolescenza è stata una ricerca così lunga e tormentata che ancora oggi non ho concluso, ma credo di essere “una persona per bene” nonostante le tante stupidaggini fatte (e se i miei sapessero quante…) e forse perchè di fronte al bivio tra la cattiva strada senza ritorno e quella della trasgressione giovanile ho saputo sempre scegliere e fermarmi. Forse perchè nella mia famiglia più che il controllo mi hanno insegnato a credere in qualcosa, a rispettare me stessa e gli altri.
Ecco, ma allora fino a dove dobbiamo spingerci? Dove deve finire il controllo e cominciare la fiducia? Fino a che punto possiamo delegare a un software e quando dobbiamo sederci e parlare?
2 Commenti a “Tra controllo e privacy: ma che adolescenza oggi?”
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17 marzo 2009 alle 18:51
Ciao Sara, credo sia l’ennesima messa in scena… tanto per buttare altro fango sul web: la TV è consapevole del potenziale di internet e che un giorno la soppianterà totalmente. Per avere notizie interessanti la TV deve parlare del web o attingere da contenuti (video in particolare) reperibili in rete… è ridicolo vedere filmati a risoluzione monitor trasmessi al TG!
Non si attentano invece a parlare di sistemi di controllo per quello che passa in TV e alla RADIO a qualsiasi ora del giorno: i bollini colorati sono piazzati a caso e in pieno pomeriggio o prima serata capitano scene e parole incompatibili con bambini e ragazzi… la stessa pubblicità anche a mezzogiorno è qualcosa di indecente.
Prima di arrivare al web (al momento molto più controllabile la sua fruizione) dovrebbero far qualcosa per TV e RADIO.
17 marzo 2009 alle 19:01
Mi conforta vedere che anche un padre di famiglia, che conosce bene la rete, la pensi così.
3 anni fa mi colpirono molto le parole di un ragazzo con cui lavoravo, Luca, che mi disse “Tanto alla sera torni a casa e vedi al TG tutto quello che nel pomeriggio hai già letto in rete”…